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    Protesta degli autotrasportatori, ancora presidi a Palermo e Catania. Tir fermi anche al casello di Tremestieri a Messina

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    PALERMO (ITALPRESS) – In Sicilia la protesta degli autotrasportatori prosegue a macchia di leopardo, spinta da altre organizzazioni. Il Cts – Comitato trasportatori siciliano ha revocato il fermo dei servizi, dopo l’accordo siglato ieri a Milano con il ministro ai Trasporti, Matteo Salvini.

    Ma al porto di Palermo è proseguita la protesta. Decine di autotrasportatori hanno passato la notte nel piazzale dello scalo. Una parte dei padroncini vuole mantenere il fermo almeno fino al 27 ottobre, quando ci sarà un nuovo incontro con il ministro Salvini. Proteste anche a Catania.

    Il leader del Cts, Salvatore Bella, denuncia “blocchi illegali e minacce ai conducenti” nel capoluogo etneo, con i camionisti “impossibilitati a lavorare” e chiede l’intervento di prefetto e questore, per un “rischio rivolta sociale” e per “ripristinare subito la legalità in due snodi nevralgici della città: il casello autostradale di San Gregorio e l’area portuale”.

    La quasi totalità degli associati Cts “manifesta la ferma volontà di proseguire regolarmente le proprie attività lavorative. Tuttavia, la libertà di circolazione e il diritto al lavoro sono attualmente impediti: decine di autotrasportatori sono di fatto bloccati e subiscono minacce dirette da parte di un gruppo di soggetti non autorizzati”.

    TIR ANCORA FERMI AL CASELLO DI TREMESTIERI A MESSINA

    Non si ferma la protesta degli autotrasportatori al casello autostradale di Tremestieri, a Messina, dove anche questa mattina i tir sono ancora presenti dopo l’incontro di ieri con il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini. Alcuni autotrasportatori indipendenti si sono detti insoddisfatti dell’esito del confronto e hanno deciso di proseguire la mobilitazione a oltranza, in attesa di un accordo.

    La protesta in Sicilia si divide, intanto, su due posizioni contrapposte. Da una parte i camionisti intenzionati a continuare il blocco fino al raggiungimento di un’intesa, dall’altra gli aderenti al Cts, che vorrebbero riprendere l’attività lavorativa ma denunciano un clima di coercizione nell’isola, sostenendo di non poter tornare al lavoro nelle attuali condizioni. Resta quindi incerta la soluzione della vertenza, mentre il presidio al casello di Tremestieri prosegue e si attendono sviluppi nelle prossime ore.

    – Foto xr6/Italpress –

    (ITALPRESS)

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